DOVE IL SOGNO INVESTE IL REALE

Un sognatore, un uomo che guarda alle stelle col cuore ancora bambino.
Che ha strappato frammenti ad una cometa ed ora nasconde piccole luci nella sua mano.


Visualizzazione post con etichetta Dolore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dolore. Mostra tutti i post

giovedì 30 novembre 2017

QUARTO COMANDAMENTO




qualche nota d'organo
sale dal sagrato
sembra fuggire via
oltre quelle mura

canti di pace
all'ombra sussurrati
com'aliti di vento
dove specchia il cielo
e solo qualche cerchio
resta fra le acque
ma non varcheranno
le dighe dei ricordi

non guardare indietro
fanciulla
lascia volare al vento
i tuoi capelli d'oro
fresca è l'aria
in questa triste sera

odori d'alcool
porterà lontano
e la sudicia mano
non strapperà
le viole sul sentiero
dove amare gocce
guardano impotenti

note di pace
oltre quel portone
mentre una foglia
lentamente cade
fra quelle piante
all'ombra della sera


...onora il padre.



giovedì 19 ottobre 2017

IO SONO NIENTE







dirada il fumo
tra i detriti
mi muovo piano
con una fitta
al fianco
l'Inferno ha vomitato
le sue fiamme
e del mio mondo ormai
solo residui al vento

mi tocco il capo
e rossa è la mia mano
guardo macerie
e quel che resta
di ciò che ho
costruito invano
e sotto vi è rimasto
tutto quel che ho amato
tutti quei sogni
che ho solo sfiorato

non piango, no
nemmeno di dolore
e dopo la bomba
...che cosa
sopravvive ?

guardo la mia mano
dove una scheggia preme
e non fa male
nel cielo il sole
guarda indifferente
gli dico " vedi ?
io sono niente
come le vite
sepolte dai detriti
senza una ragione"

urlo lassù
la furia cieca
di un gridare vano
"io sono nulla

nulla
e nessuno. "



sabato 14 gennaio 2017

HIROSHIMA





stanno cantando
le piccole rane
nascoste fra canne
nell'ansa del fiume
si tuffano in acqua
al primo rumore
ed io mi diverto
a vederle giocare

mi chiamo Mihaghi
e la scuola ho saltato
per vedere la vita
vestita di sole
son dieci i miei anni
e la voglia d'andare
correre i prati
e lasciarmi cadere

i giochi dei Grandi
io voglio scordare
ferite e il dolore
parole di odiare
la scuola ho saltato
e non voglio pensare
a chi parla di morte
e far tanto soffrire

una rana mi guarda
e non prova paura
sembra quasi in ascolto
di musica strana
ho i piedi nell'acqua
quando il vento dilaga
ed esplode anche il cielo
mentre il mondo mio frana

ho volato, non so
forse anche dormito
gli occhi fan male
e sulla mia mano
il sangue è colato
fra canne oramai
solo quel fuoco
dove rane giocavano
resta un gran vuoto

la gola mi brucia
la testa è dolore
il fumo che acceca
e non so più capire

forse è un gioco di Grandi
ed ora stanno a guardare

il pianto d'un bimbo
che ha perso anche il sole.


sabato 27 agosto 2016

OMBRE SENZA FINE





la terra s'è levata
ed in sussurri di morte
ha scritto un'altra storia
mentre pietre polverose
coprono il dolore

i sogni son rimasti
fra i detriti
e lassù, nel buio
ombre cupe di paura
minacciose
guatano dal cielo.

giovedì 31 luglio 2014

WAR







ardono i rovi
carichi di spine
con un crepitìo
forse di dolore

hanno dato fuoco
alla boscaglia
per far pulizia
alla terra
per estirpare
la cattiva erba
che ogni progresso
sempre sa negare

tutto brucia
e sembra un urlo
di dolore
fra quegli sterpi
stanno mille fiori
come bambini
senza mai difesa

e non sanno 
mai capire
perchè devono perire
per un gioco di chi
ha già deciso
quel finale

un fumo denso
attende il vento
che porterà lontano
ogni memoria
lasciando la terra
priva d'ogni storia
per un domani che
non so capire.


mercoledì 28 maggio 2014

PAROLE DA DIRE




ancora una smorfia
le altera il viso
"ho il male " mi dice
" e i giorni ormai conto
per offrire un sorriso "

le tengo la mano
frugo dentro il mio cuore
cerco parole da dire
parole che
non facciano male
preparate ogni volta
per non stare in silenzio
e poter consolare

ma resto muto
e le stringo la mano
come barca al pontile
legata a un qualcosa
prima che l'onda
la faccia affondare

una carezza
e le asciugo una lacrima
ferma così
sulla pallida gota
incerta
sul cammino da fare

irreale il silenzio
mi nego il respiro
e vorrei solo fuggire.

attimi eterni
affidati a sguardi
che non sanno mentire
mentre restano
avvinte le mani
a cercar nel dialogo muto
un pò di calore

ma barriere
d' infinite tristezze
hanno ormai chiuso
quel che resta
da dire.

giovedì 13 marzo 2014

GOCCE D'INFERNO


stai lì, abbracciata
a mordere la vita
stretta a lui, ora
come a legare
un assurdo sole
mentre la notte 
ammanta
ogni sospiro

batte violento
il cuore
al tuono ha rubato
il suo fragore
e c'è una goccia amara
fra le ciglia
quasi pietosa
per non far vedere

e solo ieri 
mi chiamavi amore
e solo ieri 
offrivi gemiti al piacere

violenta l'acqua
rimbalza nella doccia
cerca ricordi intensi
da lavare
feroce la mia mano
sulla spugna
passa più volte
dove un sentimento
vuol morire

ancora 
e ancora
la bianca schiuma
come la neve 
copre la mia pelle

ma non va via
non va via
non sa come lavare
questo inferno
che urla di dolore.


venerdì 13 aprile 2012

DOLORE




giunge da dietro
come un serpente
una lama sottile
in cerca di preda
viene in silenzio
e sa dove colpire
è lì, tra le mura
dentro il tuo regno
ma non si mostra
non vuole
non lo puoi
più cacciare

è un tentacolo scuro
e stringe improvviso
s'insinua violento
da mancare il respiro
non lo vedi, non sai
che cosa implorare
se pietà lui conosce
ma è dentro di te
e ne senti la furia
un artiglio feroce
che fa solo male

poi lentamente
si ritira il dolore
forse è un pò stanco
e va giù nella tana
ora il sangue si muove
e torna alla vita

finchè il mostro 
ritorni
in cerca di preda.





domenica 5 febbraio 2012

GOLIA




è là, dietro quel colle
e fa solo paura
la corazza d'acciaio
ed il passo pesante
che la terra già trema

non fuggo no
non ho più dove andare
o un rifugio nascosto
dove possa sparire

tutto ho visto cadere
sotto un fuoco rovente
o fiamme d'inferno
che offendono stelle
e la morte che ho intorno
ha strappato radici
mentre la terra 
si è vestita di rosso
senza sete placare

non fuggo no
raccolgo un pugno
di terra annerita
la bagno di lacrime
e sangue che cola
sempre più lento
da una mia ferita
la stringo forte
più forte fino 
a farne una pietra

mentre appare il gigante
e fa solo paura
ora che avanza
e mi prende di mira

non fuggo no
non saprei 
dove andare
sono un respiro
senza un solo domani
solo una pietra
tra le mie dita

e la polvere in terra
che sempre paziente
attende il mio sangue.





sabato 28 gennaio 2012

VIAGGIO NELL'INCUBO




fa freddo
ed ho brividi dentro
da ore in viaggio
fra ombre sbiadite
in questo vagone 
ammucchiati
come scatole vuote
senza nulla da offrire

è buio là fuori
e l'aria ha sapore di neve
dove andiamo non so
ma la stazione che attende
non offre ritorno
il treno in salita
va lento 
come non avesse
più fiato

sono stanco
lo stomaco duole
è gonfio da fame
e una gamba fa male
dove andiamo non so
nè più nulla 
ormai da temere

siamo morti da giorni
e il respiro che resta
è solo una pena 
da ancora scontare.



giovedì 22 dicembre 2011

COME UNA CAREZZA



plumbeo 2




fiocchi di neve
sulla bara bianca
posano leggeri
quasi a non turbare
in una assurda quiete
che aleggia intorno
come un muto film
di quel tempo andato

tutto è immobile
il tempo s'è fermato
ed il silenzio
si muove fra le tombe
non più rugiade
confuse fra le ciglia
solo pupille perse
in fondo al viale
tutto è irreale
sotto un cielo scuro
vestito coi colori
di un dolore

un fiocco ancora
vaga nell'aria fredda
in cerca d'un destino
da scoprire

poi lento va
si posa sulla bara
come una carezza
che fa intenerire.




NATALE, DOV'E' ?




una lastra di marmo
di grigio venata
una croce di ferro
macchiata di ruggine
poi tanti sogni sepolti
su una lieve spruzzata 
di neve

lontano, fra nebbie
una campana rintocca
forse un segno di gioia
che qui non arriva

Natale, dov'e' ?

sono occhi sereni
sulla foto ingiallita
rimasti a guardare
un giorno di sole
sono occhi d'un bimbo
sulla lapide fredda
che ancora fissano
con sguardo d'amore

Natale dov'è ?

forse laggiù
nella sera
fra giochi, colori
le grida ed i canti
laggiù fra le luci
che danno vigore
a tante illusioni

a lucidi oggetti
dietro vetrine
ripieni d'inganni

Natale, dov'è ?



sabato 10 dicembre 2011

CAREZZA DI GELO





si ferma indeciso
il fiocco nell'aria
non sa dove andare
al seguir di folate
fra quelle tombe
saziate di neve

poi si posa
in silenzio
dove tu ancora
sai offrire un sorriso
quasi un gesto di sfida
su di un mondo
dipinto di vuoto
e una lapide bianca
non turba la scena
fra quei fiori coperti
di morbida brina

poi un nuovo alitare
d'un respiro lontano
fra le immobili tombe
porta sempre più gelo
e sulle mie orme
rimaste a guardare
tanti petali posano
senza offrire colore

un fiocco ancora
su di te s'è posato
ti copre i capelli
come gesto smarrito

sembra un istante
volerti parlare
con quella carezza
che l'inverno
sa offrire.