DOVE IL SOGNO INVESTE IL REALE

Un sognatore, un uomo che guarda alle stelle col cuore ancora bambino.
Che ha strappato frammenti ad una cometa ed ora nasconde piccole luci nella sua mano.


venerdì 20 dicembre 2013

GENESI



un lieve respiro
come una carezza di vento
poi sale un nome
vestito di sole
che sfida il cielo
appena velato
laggiù all'orizzonte

oggi è il giorno
che apre sentieri
accende le stelle
e da luce all'aurora

il giorno
che un canto
l'uomo offre alla sera

mentre un Dio
si solleva
guarda alla vita
e grato
inizia il cammino.



...il giorno che l'uomo creò Dio


DESERTO D'ANIMA



è freddo il vento
nella notte oscura
sotto un cielo pieno
d'irridenti stelle
mi fissano lassù
quasi con sfida
dove mai la mano
le potrà ghermire

cammino senza fretta
i piedi a sprofondare
la sabbia così fine
ed ad ogni passo
ingoia la mia orma
quasi a cancellare
quel destino

secche le labbra
senza speranza 
cercano ristoro
e non c'è filo d'erba
che possa almeno offrire
una smarrita goccia
di rugiada

mi siedo stanco
tra le uguali dune
dove s'è persa
ogni fantasia
laggiù nell'orizzonte
un pò di luce appare
forse messaggero 
di un'aurora

troppo lontano
per me
che vedo solo
notte oscura.


NELL'ONDA CHE TRASCINA


respiro, profondo
assorbo l'aria d'un vento 
che brucia la pelle 
e le tue labbra non sanno 
ormai più trattenere

è un viaggio 
su un tempo sospeso
tra bagliori d'un cielo 
confuso
fra la notte ed il giorno
percorso diviso
tra l'andare e il ritorno
su un'orbita cieca
che non si può
più fermare

sono persi i tuoi occhi
forse smarriti
su stelle lontane
ti aggrappi più forte
e strette le dita
fino a far male
poi le gambe a legare
quasi che l'onda
strappare potesse 
quell'àncora che invece
al molo rimane

ma la tempesta ora sale
e spazza i pensieri
parole d'amore 
son preda del vento
e sembra soltanto 
un idioma straniero

un gemito sale
quasi un lamento
d'un mondo
che non sa 
non conosce dolore

e sguardi smarriti 
si cercano ancora
consci dell'onda vicina
che tutto trascina
verso lidi lontani

poi stretti
più stretti
senza respiro
del gorgo impazzito
subiamo i furori.


D'UN CUPO GIORNO




vanno confuse
sul vetro appannato
incerte lacrime di cielo
senza far rumore

cupo il mio mondo
fuggito l'orizzonte
ogni colore è spento
come un dolore
che prende il sopravvento
e nulla lascia a gioie
divenute aliene

cade incessante
senza mai fretta
pioggia che sa 
d' inverno
del tempo ormai padrona
come la nebbia
che si muove stanca
e soffoca il mio mondo
quasi volesse
togliermi il respiro

immobile, la fronte
posata su quel vetro
resto a guardare
l'agonia d'un giorno
che non vedrà tramonto
per sognare

solo un morire lento
come quel vuoto
che mi opprime 
e sente sue
le fredde lacrime 
cadere.


venerdì 6 dicembre 2013

LADRO D' AMORE




come un'ombra mi muovo
come un ladro, si
che ruba l'amore
e travolge confini
per vivere un attimo
che non ha più orizzonti
poi strappa possente
brandelli nel cielo
dove il desiderio
brucia anche il dolore

ma non importa
non conta se fa male
voglio un momento
che bruci di passione
e non pensare poi
al prezzo da pagare

ho scelto il dolore
d'un tempo vissuto
forse il rimorso
d'un sogno mancato

ma non mi pento
no
per non morire
di solo rimpianto 


mercoledì 4 dicembre 2013

IL GIARDINO DEI RICORDI



i ricordi hanno fusti
e radici legate 
a una terra ch'è dura
di molti è bastato
un solo momento
per restare qui
sotto il cielo
dove regna
sol la memoria

tra un ieri perduto
e un confuso presente
vivo un limbo di ombre
forse un regno di niente

ma lì tra i ricordi
ho qualche certezza
ciò che son stato
chi ho amato 
e mai ho saputo
scordare

chissà se i ricordi
custoditi nel cuore
lì dentro un giardino
sanno vivere al buio
se dopo la notte
avrò ancora radici
e prenderò anch'io
una spazio tra loro.



lunedì 2 dicembre 2013

LIQUIDE MOLTITUDINI




sembrano inquiete
le presenze aliene
che vanno sul selciato
con soffocato ardore
quasi un calpestìo
d'infinite ombre
nel passarmi accanto
con dei tacchi a spillo
fra gl'incerti schizzi 
e i rigagnoli improvvisi

s'è offuscato il cielo
del sole il suo sorriso
è andato oltre le nuvole
ho fatto una barriera
di un ombrello fragile
mentre ruscelli morbidi
corrono la strada.